venerdì 27 aprile 2007

A PESCA DI CANDITI CON LA "RETE"



A girare con un po’ di attenzione per l’immenso mare di internet si nota con facilità che questo è carico di una fortissima dose di disillusione e sfiducia che, in alcuni siti ( e nei molti forum), rasenta la paura dell’apocalisse.Specie in quella che viene spesso definita - in maniera devo dire un po’ sfumata ed impropria - "Controinformazione " e che rappresenta spesso il più "bruno" dei nichilismi.
Credo che questa energia negativa, sia energia assolutamente sprecata, ma questo è un altro discorso.Ciò su cui vorrei soffermarmi invece è la faccia positiva ed "illuminata " della medaglia (che come potrete immaginare andrò a criticare); quello che rappresenta sempre più l’elemento di "speranza" e fiducia tra i frequentatori della rete:
Le potenzialità informative della rete stessa e la sua capacità di divenire il più grande trampolino di lancio per una possibile "rivoluzione" nel "mondo degli umani"[sic].Internet come nuova rivoluzione non solo tecnica ma sociale,politica, umana, ed innanzi tutto informativa -come fu la stampa di Gutenberg nel XV secolo-.

Ma ciò che qui occorre fare per poter andare successivamente ad analizzare quali sono le vere capacità del mezzo ,qual’è la sua agilità nello sfuggire da quelli che sono i POTERI FORTI , vedere poi i suoi aspetti psicologici e sociali ,penso sia dare un senso al termine INFORMAZIONE nelle sue varie sfaccettature e soprattutto nel contesto del network.

Bisogna infatti opportunamente distinguere la sua capacità informativa da quella comunicativa e successivamente tra notizia - come input per la conoscenza degli eventi dell’attualità - e mero dato.

È infatti indubbio che internet sia il più ampio ,veloce e democratico sistema di comunicazione tra singoli individui. Ognuno può ,per necessità o voglia, infilarsi in qualche recondita maglia della rete per urlare il proprio pensiero (spesso dissenso). Se nel mondo reale spesso si è costretti da mille circostanze a costringerci negli stretti incastri che la vita quotidiana ci assegna e appicicarci del nastro adesivo alla bocca , nel mondo "binario" ci trasformiamo tutti in strilloni,sovversivi, opinionisti, commentatori, critici di ogni aspetto della nostra esistenza: dal rigore non dato, all’omicidio nell’Ohio passando per la manovra di inalzamento dei tassi di interesse della Banca Centrale.Questo repentino ed universale scambio di opinioni (quasi) sempre libero e non filtrato, ha l’effetto di modificare la percezione che abbiamo di ciò che ci circonda e di ampliare la consapevolezza di come "va il mondo".
Ma si tratta appunto di percezioni,valutazioni soggettive facilmente passibili di errore e distorsioni, quindi elementi che si possono distaccare frequentemente da quello che è il reale ;il quale non sempre corrisponde all’opinione che ne ha la massa; neppure la maggioranza!.

Per quanto riguarda il secondo aspetto , internet è una fonte inesauribile di dati, di qualsiasi tipo:Puoi sapere in un attimo la profondità del lago di Bracciano, la durata della battaglia di Waterloo , il sistema politico di Trinidad & Tobago, la distanza Terra-Saturno … dati numerici, distanze, lunghezze, informazioni di cultura generale utilissime e magari indispensabili ma sostanzialmente NEUTRE.
La cosa si fa più complicata quando ciò di cui ha bisogno il fruitore del servizio è una vera e propria "Notizia" con la "N" maiuscola:
quell informazione chiave ( e spesso controversa) legata all’attualità , difficile da reperire autonomamente, che da sola può modificare VERAMENTE le scelte del nostro amico "attore sociale" ma può anche influire nella sua formazione ideologica.

Il fatto è che la rete è costituita - molto più che i mezzi di comunicazione/informazione sino a poco fa considerati - da una messe di dati,opinioni,pareri, numeri,considerazioni,punti di vista e, appunto, informazioni( in senso ora generico e comune), infiniti, quasi ipertrofici.
Perché la figura che più si avvicina a questo mezzo non è la "Rete" con le sue maglie più o meno strette ma è bensì uno SCARICO senza filtro;non esiste nulla, se non una pallida coscienza ed onestà intellettuale personale, a fare da schermo a ciò che si presenta quotidianamente di fronte ai "malati della tastiera".
Ogni spunto e buono per comunicare, per esprimersi, PER ESISTERE, anche sotto forma di bit, anche attraverso la più grande sciocchezza.E se la tecnologia dell’"informazione " progredisce ogni anno, mese, giorno, donandoci terabit di dati (di ogni tipo e genere), rendendoci potenzialmente onniscenti, l’uomo resta lo stesso. Un animale limitato e debole;anche intellettualmente.

Molti osservano che se con in mano uno o 2 quotidiani ,un individuo si trova davanti a sempre le stesse misere notizie incapaci di elevarlo dal "gregge belante dell‘ignoranza", dinanzi ,invece, ad uno schermo connesso , questo si trasforma in un essere dalle capacità illimitate, comequasi illimitata diviene la sua capacità di reagire di fronte alle notizie che lo assalgono.
Si scordano però che il senso critico di un uomo non cambia a seconda del mezzo che consulta, ma e suscettibile di altre variabili molto più personali e legate alla storia di questo, come la formazione culturale, le capacità intelletuali l’esperienza di vita …

Insomma la questione è sempre la medesima: quanto conta perfezionare un’automobile se il guidatore è un ipovedente?Il rischio dato dal mezzo è che il nostro povero amico si trovi a dover scegliere a cosa credere( ergo formarsi una chiara opinione della sua realtà) in un universo di informazioni confligenti e contrastanti spesso l’una con l’altra.Perché se è vero che il cartaceo è limitato nei contenuti e spesso stretto nelle mani delle potenti case editrici, pubblicitarie e delle vecchie o nuove ideologie di partito è anche vero che chi si prende la briga di pubblicare una Notizia deve portarsi sulle spalle una responsabilità economica e di immagine non indifferente e sicuramente non paragonabile a quella delle "fiammelle" dell’informazione(o "controinformazione") esistenti su internet.

Direi che è il momento dell’esempio esplicativo, no?

Inventiamoci un argomento e dei protagonisti della rete TOTALMENTE immaginari.

Diciamo che su di un fronte on-line esista un creatore di blog,che chiameremo Impegnatissimo, deciso a difendere a spada tratta la Versione Ufficiale del 12 settembre 2002. Quest’individuo dice talmente tante sciocchezze ma talmente tante sciocchezze (e di tale portata) che il suo blog è uno dei più visitati d’Italia e i suoi "fallaci" lavori di analisi e le sue tesi sono ripresi da diverse trasmissioni televisive nonché articoli giornalistici.
Dal lato opposto c’è un webmaster dalle opposte opinioni, che chiameremo Marcuzzo, che attacca ogni tre per due ogni singola affermazione delle tesi della Verità costituita. Sotiene delle "enormità" così balzane ma così balzane ,che il suo sito ha migliaia di iscritti e centinaia di visitatori quotidiani ed il suo libro (pubblicizzato nello tesso spazio) è andato a ruba.

Abbiamo così creato 2 vastissime "coalizioni" con 2 peculiari percezioni del reale diametralmente opposte che paradossalmente si sostengono entrambe su pilastri fatti di cartone e su di opinioni personali praticamente non verificate.
Quello che risulta ancora più assurdo è che ,data la non facile riduzione del mondo a poche semplici e stilizzate variabili spesso monocromatiche, nessuno dei 2 potrebbe detenere LA VERITà da tutti (lo so che non è vero ma e bello sperarci)anelata , ma potrebbero essere entrambi anni luce distanti da essa.
Ma mettiamoci nell’ottimale condizione che almeno uno dei nostri caballeros la possegga.
Siamo disposti ad accettare che una popolazione così ampia - riducibile per facilitare l’esempio ad una metà degli interessati(o intrappolati nell‘argomento) - sia tratta in inganno dal solo capriccio di un manipolo di "autori"?

Poi

Qual è la vera responsabilità di questi, di fronte ai propri utenti se un qualsiasi sito dal nulla si è generato ,prospera nel nulla delle sue responsabilità "editoriali",vive nel nulla dell’anonimato e può tornare in tale nulla senza accusare il colpo di una smentita pubblica?

E di nuovo la domanda iniziale in cui tutto il discorso si riduce:

Quali sono le reali capacità del singolo utente in termini di : conoscenza, senso critico ,volontà, tempo ed INDIPENDENZA REALE (siamo consapevoli dei percorsi obbligati che molti siti ci fanno seguire?!) di fronte al crescente sviluppo dell’"informazione interattiva"?


Per dare un senso ed una conclusione (che tale poi non è) a questo banale mio discorso posso solo dire, dal mare di scetticismo nel quale galleggio, che internet è, si uno straordinario mezzo di comunicazione e quindi amplificatore delle percezioni generali della situazione storica e sociale in cui viviamo. E come catalizzatore e propulsore dell’informazione(concetto vasto come visto) non può che contribuire - come è sempre stato nella storia dallo sviluppo della scrittura alla registrazione ottica passando per la stampa a caratteri fissi e mobili - a dare una spinta verso il processo democratico e all’emancipazione individuale e sociale.
Ma dobbiamo renderci conto anche delle potenzialità negative ed esiziali di un mezzo che nasconde nella sua infinitezza il germe dell’annullamento della realtà e del distacco da una più concreta consapevolezza del mondo che ci circonda - attraverso dati che si annichiliscono l’un l’altro- e nella sua apparente libertà la possibilità di un remoto e dissimulato controllo da parte di quelli che possono essere considerati i poteri forti dell’economia globalizzata.

Questo non voleva essere un elenco completo dei controversi aspetti che caratterizzano internet( quelli psico-sociali non sono stati trattati e quelli del monopolio mediatico appena accennati) ma spero che possa essere un valido spunto per estendere ed allo stesso tempo approfondire la discussione sul tema.

Gianluca Nichilista

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AGGIORNAMENTO

scusate i tanti errori della prima versione , ho cercato di piazzarci una toppa :-)

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Gianluca
neanche sto a commentare quello che hai scritto, tanto te tu lo sai già come la penso.
Volevo solo lasciare la mia impronta sul tuo blog e dirti che......................................................a me piacciono i canditi!!!!!!!!!!!!!!!!

chiaramente

Nichilista ha detto...

sai che qui sarai sempre il benvenuto chiaramente e così anche i tuoi contributi.

a patto che ti presenticon tributi di pasticceria rigorosamente SENZA CANDITI :-)

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo nichilista. Sempre più fruitori si affacciano alla rete, ma bisognerebbe chiedersi perché. Non credo sia ovvio come sembra la sfiducia ad esempio del mainstream , credo sia l’ansia da protagonismo che affligge più di qualcuno. Perlopiù frustrati di ogni età che hanno perso fiducia nella carta stampata.
Come dicevi nell’articolo la capacità critica del lettore non dovrebbe cambiare né di fronte ad un giornale né dovrebbe cambiare di fronte ad un sito di controinformazione. Che alcuni webmaster pubblichino notizie dando ad esse un significato o per meglio dire una interpretazione personale non è cosa nuova del resto anche un giornale o un canale televisivo attraverso un tg interpreta gli avvenimenti e ne da notizia secondo l’ideologia e l’ interesse politico e economico che sta dietro. Quindi da una parte riceviamo notizie manipolate e dall’altro in internet non conosciamo sempre le fonti. Ma sta a noi servirci della rete per aprire i nostri orizzonti e come suggerivi facendo attenzione agli equilibri o agli echi che anche in internet vengono a crearsi delle stesse notizie.
Dovremmo essere abituati a tutto questo notizie viste da destra e viste da sinistra.
Da internet però ci si aspetterebbe una visione a 360 gradi ed è proprio di questo immenso oceano –[i]scarico senza filtro[/i]-che si diffida. Che esista una manipolazione a monte anche di questi siti di controinformazione? Non dovremmo prestare attenzione più ai nostri ragionamenti e alla nostra capacità critica minvece?
Del resto la lettura dovrebbe almeno in passato era così,servire per riflettere. Davanti ad un monitor avviene invece che l’utilizzo del mezzo , internet, per informarsi divenga compulsivo e che quindi non resti molto su cui ragionare. [i] Il rischio dato dal mezzo è che il nostro povero amico si trovi a dover scegliere a cosa credere( ergo formarsi una chiara opinione della sua realtà) in un universo di informazioni confligenti e contrastanti spesso l’una con l’altra.[/i]
Non dovrebbe essere così. Il nostro fruitore dovrebbe arrivare ad informarsi su internet già con una formazione intellettuale ed eventualmente accrescere le sue capacità di giudizio.
Piuttosto sarebbe un bene che ci fosse più responsabilità nei confronti dei propri lettori da parte di chi pubblica. Ma forse è utopia.
Ciao.
nike.
P.S. ci spiegherai un giorno cosa sono i “canditi”? LOL

Alessandro ha detto...

Anche a me piacciono i canditi. Riguardo al tuo blog, me l'ero dimenticato..lo leggerò con piacere ora!saluti dal CINICO DI SHUANGJING QIAO

Anonimo ha detto...

Ciao, Nichilista.

Sono sempre i migliori che se ne vanno (da LC ;) )...

Ma potrebbero anche tornarci... o no?

Comunque, i miei rispettosi ossequi.


Prealbe

P.S. Non é necessario pubblicarlo: era per salutarti.

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